Cuneo 2007

Il Resoconto di Paolo Scatarzi

La mia personale Adunata inizia sabato mattina, all’aeroporto di Fiumicino, prima di imbarcarmi per il Roma–Torino che mi porta su. Tra le persone in fila con me (volo stracolmo, per la concomitanza con il Salone del Libro, nel medesimo week-end), noto distrattamente che un passeggero tra i tanti ha in mano un cappello alpino, anzi un Bantam bello e buono. Alzo lo sguardo a vedere in faccia la persona e… …BORGNA?! Dopo 23 anni?

Ebbene sì, proprio Giampaolo Borgna, corredato di figlia 12enne e cappello pennuto! Riconoscimento, convenevoli, quanto tempo, vieni alla cena, no non posso perché sto con dei parenti, ma ci vediamo alla sfilata, scambiamoci i numeri di telefono, abbiamo una lista di posta, va bene mi iscrivo, ecco la mia mail etc etc. (il buon Giampaolo si è iscritto, stiamo perfezionando il collegamento. Questa forse ancora non la legge, ma provvederemo a mandargliela ugualmente).

Non faccio a tempo a riprendermi dal flash (ovviamente i ricordi, anche perché Giampaolo è veramente uguale ad allora – come Serra) che, sceso dal volo, mentre esco nella sala dell’aeroporto, provo una stretta allo stomaco.

In mezzo alla folla, che solitamente attende i passeggeri all’uscita, cercando con lo sguardo; in mezzo a un’altrettanta folla di piccoli cartelli improvvisati, scritti a penna, con Nomi di Aziende, cognomi personali, Mr. Qualcosa e quant’altro, in seconda fila, dietro a tutti, spicca una persona vestita di verde, con un Bantam in testa (l’unico nel mucchio), che a braccia distese sopra la testa sorregge un foglio bianco con una scritta rossa: “FIGLIO ETERNO”.

Non faccio a tempo a piantarmi lì con una smorfia in viso, quasi a proteggermi dall’imbarazzo, che vedo Fredy (ebbene sì) alzare lo sguardo verso il cartello che ha sopra la testa, guardarlo bene, come a cercare di capire, e poi girarlo sottosopra fino a mostrarmi la scritta “PAOLO SCATARZI”.

Il caro vecchio buon Fredy non banfa affatto quando spedisce in lista le sue strampalaterìe: lui è così, anche nella vita di tutti i giorni. Che Dio gli conservi l’allegria.

Via in macchina con lui verso Torino. Appuntamento Salvini a piazza… non ricordo; trasbordo su autovettura francese dell’avvocato (macchina …da scortico, si dice a Roma, elegante e moderna), telefonata a Morachioli per sapere se viene con noi o direttamente lì, e si parte per Cuneo.

Durante il tragitto, Fredy intrattiene un lungo scambio di sms con il Serenissimo, che nel frattempo è a Roma per… il Family Day (da Fredy subito rinominato “family gay”)! Tra le risate sgangherate mie e di Nicola, Giuliano Albo invita a più riprese il Serenissimo a dare a Rosy (Bindi) un bacio da parte nostra.

Cuneo. Lo studio di Nicola è in posizione… tat-ti-cis-si-ma, in piena Piazza Galimberti. L’acquartieramento è spartano ma funzionale. Abbiamo pure la colonna sonora, poiché giusto sotto le finestre un gruppo di alpini già carburati è seduto sulle panche di un chiosco e canta – una ad una – tutte le canzoni del repertorio montanaro e di guerra, che sono circa un migliaio. A sera, anzi a notte fonda quando rientreremo, saranno ancora lì.

Quattro passi per la Piazza, telefonate con gli altri, un panino in un bar e ci raggiunge Milo. Da buon TX, propone subito un salto da certi suoi amici della RAI. Finiamo quindi dentro al pullman di regia, di fianco alle tribune principali, da cui Rai3 trasmetterà la sfilata. (vedi foto caricate sul sito).

Andiamo alla Palestrina, dove sono gli altri, che provengono dalla gita montana. Olivieri ha una faccia un po’ disperata e tutti lo prendono in giro perché tossisce ed è senza voce. Matteo cerca di difendersi dalle avances di un paracadutista che gli ha promesso una notte indimenticabile (“Non fate rumore e non svegliateli, che sennò stanotte ci sbrandano!”).

Poi si esce. Alla stazione ferroviaria aspettiamo una buona mezz’ora che arrivi Guido Rota Trota Frullini Baldini. Non so perché lo aspettiamo alla stazione dei treni, visto che viene da Borgo S. Dalmazzo… a piedi, da buon Amish! Comunque, tant’è. Magari per non perdersi ha deciso di seguire la strada ferrata, non so. I ranghi sono quasi al completo.

Ancora due passi, una visita al Campo Smalp da Paolo Zanzi; uno sguardo a una mostra di foto della Ritirata di Russia, due parole commoventi con il Vecio Reduce testimone, e poi si parte per la cena.

Qui inizia la saga di COSTI.

Non ricordo bene tempi e telefonate della vicenda (qualcuno può farlo meglio di me). So che a ogni telefonata del buon Marco il livello di ilarità cresce a dismisura, per raggiungere il suo culmine proprio alla cena, con l’ultima scoperta.

Rapidamente.

Dove siete? Abbiamo appena lasciato piazza Galimberti e andiamo verso i parcheggi. Vi raggiungo. Altra telefonata: Sono a piazza Galimberti, dove siete? Ma come ‘a piazza Galimberti’? Ora siamo arrivati da  Lucio Martino, Cascina Rosa. Ok, vi raggiungo. Ancora: Sono a casa di Lucio, ma non c’è nessuno! A casa di Lucio? Noi siamo partiti! Ora siamo a XXY ma  stiamo proseguendo verso ZZY. Va bene, sono sulla strada…

Costi arriva alla cena più o meno mentre servono il secondo, proprio mentre stiamo pensando (stremati dalle risate) di lasciargli solo il conto da pagare.

La scoperta migliore – il colpo di grazia – è capire che la giornata di Marco è iniziata molto prima di quanto non sia apparso a noi… e cioè quando, nel pomeriggio, a Torino, è passato al negozio di Nasi, per fare strada insieme, e ha scoperto che il buon Luigi… è già partito verso Cuneo.

(Si comprenderanno tutte le mail che alludono a Costi, nei giorni successivi al raduno).

Si rientra per dormire. Milo ritorna a Torino, così come la delegazione Milanese (Pregnolato, Savanco, Falconi) rientra a Milano

La notte è breve, ma si riesce a riposare.

Al mattino di domenica, come di prammatica, la città è pulita e specchiata. Il solito miracolo, visto che poche ore prima era un tappeto di bottiglie, rifiuti organici di varia natura e umanità sperduta e vagamente incoscia. Ogni angolo brulica di alpini con la camicia pulita e le occhiaie marcate.

Della sfilata posso dire ben poco. Si percepisce che è bella e che la città risponde con calore. Tra di noi, all’ammassamento (dopo il pranzo consumato tutti insieme), si rivede Borgna e compare nientepopodimeno che Franco Picco! Purtroppo, il ritardo che si va sommando, nello sfilare delle varie sezioni, mi obbliga a partire prima che venga il turno di Aosta. Ovviamente non prima di avere scattato una foto di rito, intorno al gagliardetto. Non posso che accettare di buon grado la proposta dell’impagabile Giovanni Caponati che, dovendo anche lui arrivare fino a Brescia, si offre di darmi uno strappo a Caselle, appena in tempo per non perdere l’ultimo volo per la capitale.

Meglio di così, non so riassumere. E ho corso.

Ci sarebbe da dire dell’Azienda di Lucio (un posto bellissimo) e del suo amore per quello che fa; della piazzetta Antonio de’ Curtis a Cuneo; delle mattate di Fredy che pincia in mezzo alla piazza; della cura erudita con cui Trisci parla di ogni angolo della città in cui lavora; delle risate infinite e senza fiato, che hanno costellato discorsi e battute; degli occhi di Nasi, quando ti dice che vuole tornare a visitare la sua caserma, perché …deve; dell’ottima cena per una tavolata da 25 persone; del piacere (silenzioso e privato) di ritrovarci dopo tanti anni come se non fosse passato un giorno; del gusto di verificarlo insieme, ogni volta di più. E di tante tante altre piccole grandi cose

Il Resoconto di Luigi Nasi

Ho ripercorso la strada che facevo il Lunedì all'alba quando rientravo al btg. Mondovì per l'alza bandiera.Arrivato al posteggio in località Madonna dell'Olmo ho telefonato al Trisci prima di salire sulle navette che ogni mezz'ora scaricavano i "pellegrini verdi" in centro città. Andrea mi ha stoppato, dicendo che al mio arrivo non li avrei più trovati perchè stavano rientrando a Caraglio. Non sapevo ancora della saga di Costi e meno male, perchè avrei anch'io iniziato l'inseguimento con relativi sfottò finali!.

Sono quindi arrivato alla Cascina Rosa e incontrato Pizzigali, Falconi e Savanco (forse ingrassato di 50 gr. da Aosta)che nell'attesa seguivano la moglie di Lucio  nella visita alla cascina e alla produzione delle varie leccornie ortofrutticole che erano in bella mostra. Dopo lunga attesa ci siamo finalmente avviati all'agriturismo per la cena, risalento la val grana, nota per l'ottimo formaggio che vi si produce e prende il nome a Castelmagno. Tutto ottimo e tipico della tradizione locale (complimenti alla cameriera albanese ed alla cuoca senegalese!). 

Notte sulle brande tattiche dei rocciosi alpini-parà e sveglia alle 6.00. 

Passeggiata in P.za Galimberti con recupero degli ospiti di Salvini e visione dell'inizio sfilata. Notevole il numero dei reduci, su una sfilata di automezzi d'epoca, dalla campagna d'Africa al cm59 e cm75.

Il sottoscritto verso le 10.00 ha sentito il richiamo della foresta e si è incamminato verso la avita "casa del soldato" ossia la caserma Vian di San Rocco Castagnaretta.

Come molti hanno riportato negli anni vedere la propria caserma chiusa se non smantellata lascia l'amaro in bocca, perchè senza alcuna stucchevole retorica lì aleggia una parte della nostra gioventù. Dato che invece la mia è ben viva, accogliendo l'attuale 2° Alpini, l'ipotesi di farsi un giretto all'interno, come fatto da Guido il Sabato,mi ha entusiasmato. Peccato che alla carraia un capitano mi abbia tolto ogni illusione,(a proposito...come sono giovani i capitani!!)dicendomi che stavano arrivando il ministro Parisi ,il presidente Marini e l'on. Giovanardi. Così è stato dopo pochi minuti, e nonostante due di essi si siano allontanati subito con due dei quattro elicotteri parcheggiati nel bel prato che fu dei giuramenti, anche il simpatico carraista (si chiameranno ancora così?) partenopeo ha tolto ogni speranza a me e alla trentina di questuanti di ricordi che stazionavano all'ombra del viale antistante.

Ho conosciuto un gentilissimo ex-conducente muli del btg. Saluzzo e con lui ho fatto a ritroso quasi tutti i circa 4 Km !! di cammino.Il tuffo a ritroso nel non-ti-passa-più non è finito subito perchè la passeggiata l'ho fatta con passo garibaldino, per non arrivare tardi sull'ora prevista di sfilamento, mentre,come sa Paolo che non ha potuto sfilare, la gran partecipazione di seguaci della setta verde ci ha ritardato la partenza di quasi DUE ORE!!.

Il Resoconto di Fredy

...A me risulta che

Costi avrebbe dovuto sfilare con noi!

L'ultima volta  l'ho sentito al telefono.

Mi disse di aver raggiunto uno dei parcheggi.

Ha perfino aggiunto di non aver avuto problemi di posteggio dell'auto

perchè la sua, per fortuna, era l'unica macchina presente.

In seguito avrebbe atteso l'arrivo della navetta

per raggiungere il settore 6 dell'ammassamento.

Nel primo pomeriggio mi è arrivata una mail, 

in cui mi si informa della presenza di un'occidentale 

stazionato nell'oasi di Al Ayuoum

all'incrocio con la carovaniera n°35

L'occidentale chiede con insistenza

l'orario di partenza di una "navetta"

e la direzione per una misteriosa località detta Cuneo.

Il Sig.Yousuf Al Kawar,

che si qualifica guida Tuareg ed autore della istantanea che allego,

ha fornito la direzione del più vicino posto abitato:

il villaggio di Timbuctù.

Costi nel deserto

Sarà il caso di chiedere un'interessamento di Mainardo

per attivare l'Unità di Crisi del Ministero?

Farà in tempo a raggiungere, nel 2008,

il settore di ammassamento previsto per l'Adunata di Bassano?

In caso contrario nel 2011 l'Adunata sarà a Torino.

Rimango in ascolto continuo.

Bollabolla113.